Calata Concenter, soprintendente Bartolini in Procura. Aveva manifestato perplessità sul progetto

L’architetto è stata sentita come persona informata sui fatti. Aveva ricordato che sull’area insisteva un vincolo del Ministero della Cultura, imposto nel 2020 ed era considerata da Signorini un’ostacolo, tanto che ne aveva parlato sia con Spinelli, sia con Bucci

Cristina Bartolini, a capo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia, ha parlato per un’ora e mezza spiegando perché aveva espresso perplessità sul riempimento di Calata Concenter, in porto, che doveva essere tombata utilizzando il materiale di risulta degli scavi del tunnel subportuale in modo da diventare un’area di deposito dei container a disposizione delle aziende di Aldo Spinelli, l’imprenditore della logistica ottantaquattrenne indagato nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che vede ai domiciliari il presidente (sospeso) della Regione Liguria Giovanni Toti e in carcere l’allora presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, Paolo Emilio Signorini.

Per il riempimento era arrivato l’ok dalla Direzione Generale Valutazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ma non quello del Ministero della Cultura. La Soprintendente aveva, invece, ricordato il vincolo. In un’intervista, annota la procura «L’Architetto affermava che la Soprintendenza non aveva ricevuto comunicazioni o richieste da parte dell’Autorità portuale sulla volontà di procedere con il tombamento e che pertanto permaneva ancora la vincolante prescrizione del Ministero di “evitare l’interramento per consentire un collegamento della Lanterna col mare”».
Nel luglio 2022 il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale di Genova e Savona aveva varato un piano con una serie di investimenti fra cui, appunto, il tombamento di Calata Concenter e il tunnel subportuale, prevedendo maggiori spese per 79,6 milioni di euro.
Una nota della stessa Autorità portuale recitava: «Con tale provvedimento vengono anche inseriti nell’ambito del Programma Straordinario tre nuovi interventi: il progetto “Calata Concenter”, che prevede il tombamento della calata nel Bacino di Sampierdarena per un impegno di spesa di 30 milioni». Il desiderio di Aldo Spinelli aveva pubblicamente annunciato di aver presentato un’istanza a Palazzo San Giorgio chiedendo il progressivo riempimento degli spazi acquei che separano i suoi terminal (Genoa Port Terminal e Terminal Rinfuse Genova) e il Terminal Bettolo per ottenere un’unica lunga banchina lineare con più ampi spazi di piazzale e moltiplicare così il valore del suo Terminal.
La posizione di Bartolini aveva preoccupato Signorini che ne aveva parlato con Spinelli «individuando nella Soprintendenza – si legge negli atti – un ostacolo alla realizzazione del tombamento» e con il sindaco Marco Bucci dicendo che «era un problema da risolvere». In una intercettazione si sente Spinelli dire: «…ma non dipende da Roma quel permesso li?». Signorini rispondeva: «no…ma tu pensa questa qua (l’architetto Bartolini, n.d.r.) che non è che dice sediamoci ad un tavolo per cercare di fare bene le cose, no!… È contenta di dire andate tutti a fanculo».
Fatto sta che Signorini ha poi fatto presentare al’Autorità Portuale la richiesta per cancellare il vincolo. La valutazione, normalmente, prevede tempi lunghi, invece quella volta erano bastato pochi mesi e, forse con l’intervento del Ministero, nel marzo del 2023 il vincolo era già stato cancellato, ufficialmente per la realizzazione del Parco della Lanterna.


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